Federica Federici

Giornalista e Scrittrice

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Dicono di me

Da il "Corriere Magazine" del 24 luglio 2008


 

Da "Il Corriere dell'Umbria" del 6 agosto 2008

 

«A Bisanzio», i fasti di un impero in agonia

del 16 luglio 2008

 

FONDAZIONE RANIERI DI SORBELLO
BOLLETTINO 2004
Visite ed altri eventi

Venticinque membri dello University Club Library di New York, guidati dal direttore Andrew Berner e dalla dott.ssa Athlin Fitz James, sono venuti a visitare la Fondazione il giorno 29 marzo. Dopo il saluto iniziale del Prof. Ruggero Ranieri, la visita è cominciata con la dott.ssa Claudia Pazzini, la quale ha riccamente illustrato le collezioni d’arte, per poi proseguire con la visita alla biblioteca condotta dalla dott.ssa Sara Morelli. Infine, dopo una breve incursione alla mostra Passato e presente di una biblioteca di famiglia, i visitatori sono stati salutati con un cocktail di arrivederci.

Cinquantasei ricamatrici dell’Associazione Italiana Punto Croce provenienti da tutta Italia e guidate dall’AciTour di Reggio Emilia hanno visitato la Fondazione il 14 maggio. In particolare, hanno potuto ammirare parte della collezione di tessuti provenienti dalla Scuola di Ricami fondata da Romeyne Robert Ranieri di Sorbello nel 1904.

La dott.ssa Federica Federici, affermata giornalista umbra autrice di libri per ragazzi, martedì 12 ottobre ha dato avvio al progetto Fiabe in biblioteca. Ricollegandosi al progetto Il Fantasma di Pinocchio, realizzato dalla Fondazione nel 2002, la dott.ssa Federici terrà presso la Sala Carlo III undici lezioni ad alunni della Scuola Media Montessori di Perugia. Il tema sarà il racconto e l’interpretazione di fiabe più o meno conosciute,.

Ventidue ragazze del primo anno della Facoltà di Scienze della Formazione Primaria dell’Università di Perugia, guidate dalla dott.ssa Lorella Bianchi e dalla dott.ssa Carmen Finamore, il giorno 10 novembre hanno visitato la Fondazione, apprezzando soprattutto le ricchezze della sua biblioteca storica.

Nei giorni 11 e 18 dicembre trentacinque alunni delle classi 3ª D e 5ª N dell’Istituto Assunta Pieralli di Perugia, guidati dai professori Luca Fortuni ed Emanuele De Donno, sono venuti a visitare la mostra Geometrie dell’anima.

 

 

CENERENTOLA, UNA STORIA VERA DELL’ANTICO EGITTO

Presentato al Caffè di Perugia il nuovo libro di Federica Federici.

 

(AVINEWS) – Perugia, 15 ott. 2004 – Le favole e le leggende hanno sempre qualcosa di vero. Questa è la tesi che fa propria la giornalista televisiva Federica Federici, nel suo libro “Cenerentola, la leggenda”, presentato nel pomeriggio del 14 ottobre al Caffè di Perugia. L’autrice del testo fa risalire l’archetipo di Cenerentola nel misterioso ed affascinante Egitto. “In questo modo non si vuole togliere la poesia alla fiaba o rendere troppo umana o reale una parte segreta e preziosa dell’immaginazione, ma semmai ‘nobilitare’ la realtà”.

La giornalista umbra sostiene che la storia di Cenerentola è stata raccontata per la prima volta circa 2600 anni fa. La fanciulla, il cui nome era Rodopi, che significava volto di rosa, era una schiava portata in Egitto nel VI secolo a.C. da Xantes di Samo e proveniva dall’emporio costiero di Naucrati. A parlare per la prima volta della figura che sarà poi da tutti conosciuta come Cenerentola è stato Erodoto nel V secolo a.C. e successivamente trattata da Claudio Eliano Prenestino nel II secolo d.C.

Secondo l’autrice del libro le fiabe sono come “metafore di vita” perché avvicinabili alle nostre storie vere; esse rappresentano i nostri sogni, le nostre paure più vere e profonde, si evolvono e si ripetono nelle ere e nei periodi storici, le possiamo ritrovare dentro e fuori di noi e non sentirle più così lontane.

Federica Federici, giornalista e scrittrice, ha al suo attivo diversi lavori sul mondo della fiaba. Nel 1996 ha interpretato il personaggio di editorialista poetica ne La Testata, programma satirico in onda su Rai Tre. Nel 1997 ha pubblicato il libro di fiabe La farfalla blu, nel 2000 il libro Favole vere, nel 2001 La magia dell’Handicap, e nel 2002 il libro Le principesse di Carta. Nel 2004 ha curato una rubrica settimanale sulle fiabe per il quotidiano Il Giornale dell’ Umbria. Attualmente la Federici lavora come giornalista televisiva presso l’emittente Retesole.

Antonio La Cava

Intervista: Federica Federici

Guarda il .pdf della presentazione del libro "Volto di rosa" a Cortona

 

 Da Il Giornale n.152 del 27 giugno 2008

Rodopi: la cenerentola che sedusse il faraone

di Vittorio Macioce

Era una schiava e una prostituta. Poi qualcuno la chiamò Cenerentola. Questa è la storia della ragazza eterna, con la sua malasorte, i vestiti stracciati, marchiata dall’invidia, stuprata dalla sfortuna, che gioca tutto il suo destino in una scarpetta. È lei che sogna il principe azzurro, senza sapere che non sarai mai la magia a salvarla, ma la sua virtù: innocenza e seduzione. Era lei in Persia con il vaso di alabastro. Si chiamava Ye Xian in Cina, Vassilissa in Russia. È lì che Prokofiev la farà danzare. Era Zezolla, la “gatta”, che Giambattista Basile ritrova ne Lo cunto de li cunti. È il lieto fine di Perrault e dei fratelli Grimm. È lei, in fondo, sotto le vesti di Justine che fa impazzire De Sade, che non le concederà mai l’illusione del principe e la lascia senza fortuna e redenzione. Non è la virtù che vince, ma il vizio.
È il sogno americano della Disney. È il volto di Julia Roberts in Pretty Woman. È la rossa Sugar che Michel Faber rincorre a Silver Street, nelle pagine del Petalo cremisi e il bianco. È la svolta, il biglietto della fortuna, nascosto nei pantaloni a vita bassa, piercing e tatuaggi di chi sogna un orizzonte oltre i bar della provincia.
La sua storia comincia 2650 anni fa, in Tracia. Allora si chiamava Rodopi. Federica Federici in Volto di Rosa (Midgard editrice, pagg. 65, euro 10) lascia che sia lei a raccontare il suo destino: «Quando avevo già oltre trent’anni e credevo che la mia vita non potesse riservarmi altre sorprese, incontrai il grande Psammetico, il faraone, che volle regalarmi il suo amore, e molto, molto di più». È lei la madre di tutte le cenerentole. Era famosa nel mondo greco. Erodoto la cita come schiava tracia di Xanto di Samo, padrone anche di Esopo. È già scritto che Rodopi sia destinata alle favole. Esopo le racconta storie di animali, dove si nascondono lezioni di etica. Parla di cicale e formiche, di lupi travestiti da agnelli. Rodopi messa all’asta e riscattata da un ricco mercante di Mitilene. Carasso, fratello di Saffo, così innamorato da rovinarsi per lei. Saffo, svelerà in tre frammenti, la vera natura di Cenerentola, destinata a dannare tutti gli uomini che la salveranno. Compreso il principe azzurro. Lei che lascia il mercante per i faraone. E avrà una città con il suo nome: Rodopi, volto di rosa o piccola rosa. Rodopi come Rosetta, la città di mare che oggi chiamano Rashid. Lì dove una stele svelerà la lingua perduta dell’Egitto.

 

Intervista a "Il blog di Comuni-Italiani.it"

Blog Perugia - Interviste Giornalisti: Federica Federici

di Marcello Di Sarno (Blog Perugia. Interviste Giornalisti)

La giornalista e scrittrice di Perugia Federica Federici intervistata per Comuni-Italiani.it. Attualmente lavora come telegiornalista presso la redazione del TG4 a Roma e come inviata per la rubrica di spettacolo “Sipario”. In passato ha collaborato tra gli altri per “La Nazione” e “Il Messaggero” da Perugia, curando rubriche di cinema e musica. E’ nota al pubblico anche per la sua attività di scrittrice, improntata per lo più al genere della fiaba e alla letteratura per ragazzi. Sua ultima pubblicazione è il romanzo storico “Volto di Rosa” edito da Midgard. Di prossima uscita un volume sulle leggende di Perugia e una trilogia fantasy.

Chi o cosa ha fatto scattare in lei la scintilla del giornalista?
Mia zia, Flavia Marchionni, sorella di mia madre e caposervizio Raitre Umbria, mi faceva da baby-sitter, e poi scappava a condurre il telegiornale. A 3 anni dissi che volevo farlo anch’io…

Che ruolo ha avuto Perugia nella crescita professionale della “cinderella” del giornalismo?
Cominciai a 16 anni a collaborare per “La Nazione” che si trovava all’epoca sopra il teatro Turreno, in pieno centro storico. Scrivevo pezzi di colore e costume, rubriche di musica e spettacolo, continuai poi al “Messaggero”.
Ho lavorato sia all’estero che in Italia come giornalista televisiva, ma Perugia è certamente stata la cornice del mio primo innamoramento per questo mestiere, al quale poi è seguito un vero e proprio amore che dura ancora.

Attualità. Come vive Perugia l’emergenza sicurezza che attraversa l’intero Paese?
Mi sono trasferita a Roma da qualche tempo, per lavorare alla redazione del TG4 e quindi conosco meno di prima la situazione della sicurezza. Trovo comunque che le telecamere installate in punti strategici della città, siano un’ottima cosa (non mi riferisco a quelle ai semafori che hanno mietuto troppe vittime innocenti!!!), anche se ricordo – forse nel frattempo la situazione è migliorata – che i cittadini, specie i pochi residenti rimasti nel centro storico, si lamentavano della limitata presenza di rappresentanti delle forze dell’ordine durante le ore notturne.

Cos’è che le dà la fiaba che il giornalismo non riesce a darle?
Il giornalismo è la mia passione e trovo che sia un lavoro meraviglioso, pieno di stimoli nuovi ogni giorno, forti, tristi, profondi o allegri: i colori della cronaca rispecchiano la vita intera, così come le fiabe che considero vere e proprie metafore di vita (chi conosce le “fiabe italiane” raccolte da Italo Calvino, sa che ci sono fiabe per tutti i gusti che raccontano anche gli aspetti più neri dell’esistenza).
Le fiabe “preparano” alla vita, raccontando coraggio, paure, raggiungimento dei goals, esaltando caratteristiche positive del carattere umano, condannando quelle negative e dando speranza… Cenerentola è una meravigliosa metafora di chiunque, da una condizione di disagio, assurge a un importante miglioramento della propria esistenza.
Devo dire però che il giornalismo ti abitua a un “mordi e fuggi” continuo. La notizia del minuto precedente, per quanto tragica o coinvolgente, sfiorisce dopo la successiva. Le fiabe invece, specie nell’aspetto della ricerca delle loro origini storiche che mi appassiona, rende possibile approfondimenti che non trovo sempre possibili nella professione che svolgo.

Quanto c’è di fiabesco nel DNA di Perugia?
Perugia, è una città che si trova a circa 600 metri di altitudine, racchiusa da mura, con antiche porte di accesso dai nomi affascinanti (come la “porta della mandorla” o lo stesso “arco etrusco”). Sto preparando un libro sulle leggende di Perugia in collaborazione con la Provincia – non posso dunque svelare troppo – ma certamente l’antica Perusia, va raccontata, anche nei suoi aspetti più fiabeschi, anche perché la cornice si presta moltissimo…

Un titolo e trenta righe per raccontare cosa va e cosa non va della sua città.
Come ho spiegato, non vivo più a Perugia, mi è dunque difficile, rispondere in modo esaustivo a questo quesito.
Ma tentando…prenderei spunto per il titolo, da una sua considerazione (presentazione dell’intervista al Sindaco di Montepulciano N.d.R.):
“Architettura, qualità di vita e intelligenza umana non sono virtù ad orologeria”
Alla sicurezza da incrementare specie in centro storico sia di notte che di giorno, aggiungerei il “problema” dell’integrazione; si dice che Perugia sia una città molto chiusa, che difficilmente i perugini doc conoscano gli studenti stranieri, di qualunque nazionalità, che si trovano a studiare all’Università per Stranieri. Credo sia meno vero di un tempo, ma che questa convinzione resista, specie dopo gli ultimi tragici fatti (l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher N.d.R.).
Il Minimetrò è un capitolo a parte per il quale non basterebbero 30 righe, spero venga utilizzato abbastanza da giustificarne la presenza. In questo caso, può essere una moderna attrazione oltre che un mezzo di trasporto rapido.
Il centro storico andrebbe reso più appetibile per i cittadini con orari Z.T.L (zona a traffico limitato N.d.R.) più flessibili; è un peccato che si riempia in occasioni sporadiche, quali Umbria Jazz e Eurochocolate, durante la quale tra l’altro, molte strade vengono, a mio avviso, inutilmente bloccate.
Comunque, se vivessi a Perugia, vorrei vivere in centro, vicino alla Fontana Maggiore – ideata da San Bevignate, insigne templare e genio eclettico, e realizzata anche dai fratelli Pisano – e vicino alle meraviglie comprese nella Galleria Nazionale dell’Umbria e al Corso dedicato al Grande Pietro Vannucci…
L’ospedale di Monteluce copriva una parte davvero importante del bisogno sanitario della città, avrei sperato che non lo avessero smantellato, lasciando, magari, un pronto soccorso e qualche reparto specifico. Peccato!
Un altro capitoletto meriterebbe la viabilità di Corciano, ma credo abbiano già provveduto almeno in  parte.
Spero che qualunque sia la destinazione del “mercato coperto”, sia rispettato quel romanticismo tra l’ “archeologico-industriale” e il “panoramico-segreto”, che, trovo, quel luogo abbia sempre avuto…
Appello a chi ne ha potere: “Mettete degli aspiratori e dei ripetitori radio nella galleria Kennedy!”
Il “campaccio” fuori della galleria Kennedy andrebbe attrezzato meglio per i bambini! E un bel parco giochi fisso con strutture in legno in piazza Italia?
Bello il nuovo tribunale!

Tra tecnologia digitale e giornalismo partecipativo, come sarà il domani della sua professione?
Amo molto le nuove tecnologie e ritengo che rappresentino il futuro anche per la nostra professione; certo, ho versato una lacrimuccia quando il Times ha annunciato la sua scelta telematica, sulla carta… Ma mi pare quasi inevitabile. Io stessa possiedo pc ultrapiatto, chiavette internet da usare in treno o in barca, chiavette usb, i-pod etc…
Ho una folle passione per i libri antichi, specie quelli di fiabe naturalmente… ma riconosco l’ineluttabilità della modernizzazione e allora, tanto vale provare a diventare dei draghi… he he!
Ci sarò riuscita? Mah…

 

L’evento Lancio della Campagna Nazionale

“ACCENDIMI DI SPERANZA”
associazione italiana familiari e vittime della strada - onlus www.vittimestrada.org

 

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